E’ possibile ricevere una sanzione per eccesso di velocità anche se l’autovelox non è visibile dalla strada.

A patto, però, che ci siano cartelli o dispositivi luminosi che ne segnalano la postazione.

Andrea Gilotta, giudice del Tribunale di Caltanissetta, lo ha affermato in una sentenza dello scorso 25 novembre.

Una pronuncia particolare, perché interpreta in maniera inedita l’altro requisito di “trasparenza” che l’articolo 142, comma 6-bis, del Codice della strada affianca a quello della presegnalazione: la visibilità, qui riferita proprio alla segnaletica di preavviso e non alla postazione in cui si trova il misuratore (Autovelox), come invece si legge nella “direttiva Maroni” che dal 14 agosto 2009 chiarisce tutta la normativa sui controlli di velocità.

Il comma 6-bis dispone che le postazioni di rilevamento velocità devono essere «preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi».

Per il giudice, «la “segnalazione” e la “visibilità” devono caratterizzare non già la postazione dell’autovelox in sé, intesa in senso fisico – ossia quale insieme di personale e mezzi preposti al controllo del traffico – quanto, piuttosto, la sua presenza nei pressi della sede stradale».

Ciò per la lettera della legge, che pone i cartelli e i dispositivi di segnalazione «in posizione di strumentalità rispetto alla prescritta segnalazione delle postazioni di controllo»; ma anche per lo scopo della norma, che è quello – ricorda il giudice, citando la sentenza 5997/2014 della Cassazione – «di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali e ambientali derivanti dal traffico veicolare».

Peraltro, una diversa interpretazione – prosegue il Tribunale – finirebbe per spiegare la visibilità «in termini affatto soggettivi»; come, per esempio, nel caso di una postazione collocata in modo «da essere astrattamente visibile dalla carreggiata e tuttavia resa di fatto “nascosta” dalle particolari condizioni ambientali o metereologiche».

Per la validità della molta, serve solo che il misuratore di velocità sia giustamente segnalato secondo le norme del Codice della Strada, essendo irrilevante la visibilità o meno dello stesso.

Né – aggiunge il Tribunale – c’è una distanza minima tra i segnali stradali e l’autovelox. Infatti, l’articolo 2 del Dm 15 agosto 2007 dispone che tali segnali debbano essere installati «con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento».